Francesco Cito, il fotografo “archeologo”
Francesco Cito è un fotografo “archeologo”, perché scava.
E non c’entrano nulla
le ricerche di antichi templi o vasi sepolti … perché lui scava alla
ricerca di una storia. Nato nel Nella video-proiezione
presentata il 16 aprile presso la sede del Gruppo Fotografico Le Gru,
a Valverde, la dottoressa Daniela Sidari ha mostrato tutto questo e
ha lasciato emergere, con una mirata scelta delle foto, la forte personalità
di quest’uomo. Ha anche rivelato che Francesco Cito considera il complimento
più bello una frase del direttore di “Epoca”, quando ha detto di lui: “un vero fotoreporter è uno che scava,
e infatti Francesco Cito riesce a trovare la merda anche dove non c’è”. Ovvero, Cito riesce a
riportare alla luce anche i segreti tenuti nascosti da una calma apparente,
da un perbenismo apparente, da una normalità apparente. Lui va oltre.
Ma non certo per trovare uno scoop, “una notizia” … quanto per costruire
una storia. E’ un narratore di immagini,
Cito. Spesso immagini forti, terribili, che
parlano di morti ammazzati, di soldati, di vite in pericolo (e lui stesso
è finito in ospedale, colpito da un proiettile), ma il tutto sempre
condotto con il ritmo di un racconto. Per chi volesse approfondire
la conoscenza di questo grande fotografo, un’occasione da non perdere
è il workshop di reportage
che Cito terrà il 5 e 6 giugno
a Valverde, in occasione del XVI Etna Photo Meeting. Sono già aperte
le prenotazioni. Per qualsiasi informazione, rivolgersi al Gruppo Fotografico
Le Gru (http://www.fotoclublegru.it ) . Grazia Musumeci |