MOSTRA ANTOLOGICA di Pippo Cucinotta

 

Il significato di una mostra varia di volta in volta. Nel caso di “questa” mostra, che raccoglie la lunga esperienza di Pippo Cucinotta, il tempo appare il protagonista principale. Occorre visitarla come se si sfogliasse il suo diario espressivo o l’antologia delle sue più significative opere.
Gli anni intorno al 1970 furono per la fotografia italiana molto importanti dal punto di vista del “Racconto Fotografico”. Non era una forma espressiva nuova, ma in Italia, e soprattutto all’estero, i grandi reportage o i cosiddetti servizi fotografici costituivano il contenuto dei più diffusi rotocalchi illustrati. Furono però quegli anni particolari a suggerire, nella produzione dei fotografi professionisti e dilettanti, temi antropologici e sociali che in molti casi erano vere scoperte. L’ambiente, la tradizione popolare, il lavoro, l’attualità nei suoi risvolti quotidiani, rendevano il soggetto umano lo scopo primo di ogni indagine fotografica.
E’ così che Pippo Cucinotta è entrato nella “Fonderia di ghisa” cogliendone l’aspetto più reale, raccontando gli attrezzi, il sudore, il calore, la sequenzialità del lavoro con quel rispetto altrui che non è distacco ma partecipazione.
Lo stesso vale per la Zolfara, dove l’ambientazione ha il sopravvento nella espressione fotografica ma anche riflette l’ancestrale metodo di lavorazione. Antica Sicilia, dove il tempo è una dimensione che non si misura con i giorni e con gli anni.
La mostra prosegue con “Tonnara”, immagini nella quali pare di sentire la voce, il grido corale, il canto di una cerimonia millenaria. Un racconto breve e intenso che parla di mare, di sudore e di lavoro sovrumano.
L’indagine ambiente scopre anche “Sangineto”: un paese, vicoli, bambini, anziani, donne, scale... è come entrare in un nucleo di civiltà a se stante. La vita contadina di un tempo era così.C’è ne resta il ricordo che le fotografie hanno registrato indelebilmente, punti fissi ed incancellabili nella nostra memoria, non ritrovabili più negli stessi luoghi di allora.
In una mostra antologica non potevano mancare alcuni appunti di viaggio, curiosità che il fotografo Cucinotta coglie nella loro essenza genuina.
I costumi della tradizione spagnola, la corrida, i volti di modelle riprese in studio o all’aperto.
E ancora, forti nel loro impatto di luogo, i volti degli anziani, i gesti dei bambini, i vicoli, le case, il paesaggio, le città bianche e le montagne scure.
E’ il tempo che conta in questa mostra perché mette in ordine le immagini di Cucinotta facendo ritrovare ciò che è perduto ma che la fotografia ha registrato e tramandato per i nostri occhi. Tutto è trascorso salvo il presente ed il futuro e le immagini sono esperienze vissute. Per l’autore un riaffiorare di sensazioni e ricordi, per i visitatori la scoperta di immagini non più latenti ma rinnovate e vive ancora oggi, per loro.

Giorgio Tani Hon.EFIAP
Presidente Onorario della FIAF


Cenni Biografici

Nel 1965 è un giovane avvocato civilista che, spinto dall'hobby del cinema passo ridotto, frequenta il Cine Club Etna di Catania ma, fortemente attratto dalla fotografia, nello stesso anno si iscrive alla FIAF e si avvicina al Foto Club Messina, diretto da Giulio Conti. L’esperienza maturata nel sodalizio messinese lo porta a promuovere l'istituzione di una sezione fotografica all'interno del Club Etna, di cui assume la presidenza.
Nel 1967 è promotore del 1° Concorso Fotografico Nazionale con patrocinio FIAF realizzato a Catania e, sempre più apprezzato in campo locale e nazionale, viene nominato Delegato FIAF di zona e poi membro del Collegio del Probiviri. In quegli anni, sotto la sua spinta, l'associazionismo fotografico si diffonde in maniera considerevole nella Sicilia orientale.
La sua instancabile attività non si esprime solo sul fronte organizzativo, ma anche, e soprattutto, su quello realizzativo. Sul finire degli anni ‘60 e agli inizi dei ‘70 è uno dei fotografi più apprezzati a livello nazionale. Numerose sono le opere ammesse e i premi ottenuti in importanti concorsi grazie ai quali, nel 1970, ottiene dalla FIAP il titolo di AFIAP (Artiste FIAP), prestigiosa onorificenza internazionale.
Nello stesso anno il suo spirito inquieto e dinamico lo porta ad abban¬donare la professione forense per dedicarsi interamente alla fotografia. Per primo nell'Italia meridionale apre uno studio dedicato esclusivamente alla fotografia pubblicitaria e industriale. Come in quella fotoamatoriale, anche nell'attività professionale Cucinotta dà il meglio di se realizzando immagini per prestigiose aziende industriali e commerciali, alcune delle quali vengono pubblicate su importanti periodici nazionali (fra i quali II Fotografo Professionista edito da Kodak Italia, Pubblicità Italia, L'Etichetta, Annual Fotografico SIAF).
Nel 1992 riceve il 1° Premio Categoria Architettura al Gran Prix della Fotografia Italiana indetto da Pubblicità Italia. Nel 1993 una sua foto partecipa alla "Seconda Mostra Fotografi Italiani" nella Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo. Negli anni di più intensa attività professionale Cucinotta è membro del Comitato Esecutivo Nazionale del SIAF (Sindacato Italiano Artigiani Fotografi).
Dopo un trentennio di successi professionali, nel 2001 chiude lo studio ma non rimuove la fotografia dal suo centro di interesse. Si avvicina nuovamente al mondo fotoamatoriale aderendo al Gruppo Fotografico Le Gru di Valverde (CT), di cui diviene uno dei principali animatori culturali e si iscrive nuovamente alla FIAF. Rientrato con rinnovato entusiasmo nell'ambiente, Cucinotta riscuote altri importanti apprezzamenti e successi ottenendo, nel 2003, il primo premio nel 3° Portfolio al 9° Raduno con il complesso di opere "Fonderia dì ghisa" (racconto fotografico che viene pubblicato anche sulla rivista federativa FOTOIT). Nello stesso anno due sue Immagini vengono inserite nel prestigioso volume "Gli anni della dolce vita - Tendenze della fotografia italiana" edito dalla FIAF.
Numerose sono le mostre personali e collettive cui in tutti questi anni ha partecipato, tra le quali ricordiamo: "Pietra di lava" a Nicolosi (1981); "Le case della nostra campagna" a Catania ( 1985); "Collettiva Fotografi Catanesi" a Graz in Austria (1999); "Collettiva Autori Le Gru” a Malta (2004). Sue fotografie sono state pubblicate e recensite sulle riviste: Ferrania, Nuova Fotografia, Foto Pratica, Fotografare, Progresso Fotografico e Almanacco 1970 di Fotografare.

Catania, 11 aprile 2005
3nzo Gabriele Leanza, Afì-Efiap
Docente DAC-FIAF

 


 

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