Alle
Gru, il fascino della foto astronomica
Inizialmente
qualcuno, come me, avrà pensato che una serata dedicata alle fotografie
astronomiche poteva essere tutto (noiosa, statica, ripetitiva…)
tranne che interessante.
Ma quel “qualcuno” certamente non aveva fatto i conti con il signor
Giovanni Benintende.
Dinamicissimo classe 1960, ennese di Leonforte ma ormai catanese
d'adozione, questo signore si presenta alla platea con fare semplice
… nel senso migliore in assoluto del termine … simpatico e sicuro.
Dal suo cilindro magico, che questa sera ha la forma di un videoproiettore,
comincia a tirar fuori strane immagini e a parlare di strani aggeggi
che sembrano presi in prestito da un U.F.O. di passaggio.
La “camera CCD raffreddata”, il telescopio che ruota, l’autoguida…
ce ne sarebbe già abbastanza per spaventarsi e scappare. Ma invece
ci si accorge che il discorso fila, intriga, ipnotizza.
Perché il signor Benintende riesce a sintetizzare meravigliosamente
qualcosa di immensamente complicato come l’astronomia. Non si perde
in lunghe chiacchiere tecniche e contorte, ma anzi, è abilissimo
ad esporre qualsiasi concetto con poche parole, ottimamente scelte
e per nulla incomprensibili. E così, insieme alle sue spiegazioni,
scorrono sullo schermo immagini da sogno di quella che qualche socia
ha definito: "arte contemporanea naturale".
Ci sono i vortici luminosi delle galassie, le esplosioni rosso sangue
della nebulosa di Orione, gli aloni delle stelle dello Scorpione,
del Leone, la lenta agonia di una stella che somiglia a una bolla
di luce… E poi i brevi filmati, incredibili opere d’arte del cielo
che si muove e che cambia colori e luci. E se si pensa che dietro
quei pochi minuti di movimento ci sono notti intere di posa, naso
all’insù, al freddo dei Nebrodi… o se si ammirano quelle foto dell’universo
più segreto pensando che per ognuna ci sono volute otto ore di esposizione
e quindici giorni di lavoro al computer… allora, quel “qualcuno”
che all’inizio credeva di andare ad assistere ad una serata noiosa
si converte e riconosce che è stata una serata strabiliante, invece.
E che sarebbe disposto a seguire mostre di fotografia astronomica
in qualsiasi momento e ovunque!
Ma in attesa di futuri incontri, che certamente ci saranno, si può
solo ripensare allo spettacolo del cielo appena ammirato…o ammirare
il dono che Giovanni Benintende ha lasciato alla Fototeteca del
Le Gru (una luminosa veduta delle Pleiadi)… o ancora andare a rubare
qualche altro attimo di sogno sul sito http://www.astrogb.com .
Grazia Musumeci

Giovanni
Benintende nasce nel 1960 a Leonforte, nella provincia di Enna.
Da ragazzino, durante le vacanze estive nella casa di campagna,
i suoi genitori spegnevano volentieri le luci per fargli ammirare
il panorama della Via Lattea estiva, tra i profumi dell’agrumeto
di famiglia, quando l’inquinamento luminoso dei paesi circostanti
era pressoché inesistente.
Affascinato da alcune foto di galassie viste sui libri, da adolescente,
pensava che non sarebbe mai riuscito a fare fotografie del genere
Ha acquistato il suo primo telescopio soltanto all’età di 40 anni
ed in pochi anni ha bruciato le tappe, maturando una notevole esperienza
che ha portato alla pubblicazione di alcuni articoli nelle riviste
di astronomia Le Stelle, Nuovo Orione, ed Astronomia UAI.
La rivista Coelum gli ha anche dedicato un’intervista, al fianco
dei più noti astrofotografi internazionali.
Ha collezionato un centinaio di pubblicazioni di sue immagini su
tutte le riviste nazionali del settore, sulle copertine di alcuni
libri di astronomia, sulle riviste internazionali Star Observer,
Astronomy ed in vari siti internet internazionali. Recentemente,
una sua opera è stata scelta da De Agostini come copertina di due
atlanti astronomici in via di pubblicazione.
Una sua foto astronomica si trova anche nell’Enciclopedia Britannica
on-line.
La NASA ha selezionato e pubblicato nel proprio sito web quattro
tra le sue più belle foto, nella sezione Astronomy Picture Of the
Day.
Nella vita svolge l’attività di progettazione software.
Vive a Sant’Agata Li Battiati (CT) e dedica gran parte del suo tempo
libero alla fotografia astronomica ed alla divulgazione dell’astronomia.
Socio del Gruppo Astrofili Catanesi, è anche responsabile della
Sezione Astrofotografia dell’Unione Astrofili Italiani.
Insegna astrofotografia in un corso sperimentale di un Liceo Scientifico,
tiene periodicamente corsi e conferenze di astrofotografia in giro
per l’Italia ed occasionalmente anche all’estero.
Non vuole costruirsi un osservatorio fisso perchè non riesce a rinunciare
all’idea di abbandonare le avventurose trasferte sui Monti Nebrodi
per trascorrere le notti a fianco dei propri strumenti, sotto i
più bei cieli della Sicilia.
In un convegno che si è tenuto nel 2006 in California, ha avuto
l’onore di stringere la mano a David Malin, l’autore anglo-australiano
di quelle immagini stampate sui libri che da adolescente avevano
catturato la sua immaginazione.
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