L'ULTIMO CAPITOLO DI UNA GRANDE STORIA
di Stefano Gazzoli
E’
il febbraio del 2005 ci troviamo nel nord della Cina e precisamente
nella regione autonoma della Mongolia Interna nei pressi della città
di Chifeng. Qui le temperature invernali sono molto rigide: abbiamo
trovato notti fino a -32°C e raramente la temperatura durante il
giorno è salita sopra a -10°C. Il cielo è sempre terso e le precipitazioni
sono sporadiche essendo ai confini del deserto dei Gobi. Una notte
meno fredda delle altre attorno a -18 °C ha nevicato. La neve era
finissima e tanto secca al punto da sembrare farina alzandosi al
minimo fruscio di vento. Questa regione è attraversata dalla linea
ferroviaria Jitong che collega le città di Jining e Tongliao. La
linea in questa zona valica il passo di Jingpeng. I binari passano
sinuosi tra villaggi di casette di mattoni e fango attorno alle
quali vivono una moltitudine di personaggi: bambini dalle gote rosse
bruciate dal vento gelido, contadini impegnati nel lavoro, carretti,
oche, maiali e massaie. Nelle lunghe salite che portano al valico
di Jingpeng le locomotive sbuffano ed emettono delle enormi colonne
di vapore bianco che viene enfatizzato dalle rigide temperature
invernali. Con le locomotive a vapore lavorano molti uomini: chi
carica il carbone, chi fa rifornimento di acqua chi pulisce i binari
dal ghiaccio chi si occupa delle lubrificazioni, chi apre manualmente
i passaggi a livello ed infine i macchinisti che sembrano minuscoli
dentro questa enormi macchine sbuffanti. Ognuno appare ai nostri
occhi fiero del proprio ruolo come in una rappresentazione teatrale
che si ripete quotidianamente, ma che presto inesorabilmente terminerà.
Ognuno di loro è conscio del fatto che col suo lavoro sta scrivendo
l'ultimo capitolo della grande storia della locomotiva a vapore
che ebbe inizio nella prima metà del lontano ottocento e che ancora
continua in questi primi anni del nuovo millennio.
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Mi
chiamo Stefano Gazzoli sono nato a Brescia nel 1970. Nel
1995, dopo essermi laureato in ingegneria, ho acquistato
la prima macchina reflex: una mitica Yashica108. Subito
dopo ho pensato di unirmi agli amici del Gruppo Iseo Immagine
il foto club di Iseo (BS), dai quali ho imparato tutto in
termini fotografici. Inizialmente ho fotografato la Franciacorta,
che è una zona collinare in provincia di Brescia, in cui
vivo. In particolare mi sono dedicato a ritrarre la ferrovia
Brescia Edolo ed il territorio da essa attraversato. Alcuni
viaggi in Europa e nel mondo mi hanno consentito di fotografare
altre ferrovie, altri paesaggi e la gente che vive in quei
luoghi.
Ora però il soggetto fotografico preferito è mia figlia
Alessia nata ad ottobre del 2005.
Dal 1998 uso macchine e ottiche Canon con pellicole Fuji.
Nel 2007 ho iniziato a fotografare anche in digitale.
A settembre 2009 ho inaugurato il mio sito fotografico personale
www.125f11.com
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