MARIO
STELLATELLI
è nato nel 1927. Vive da sempre in Liguria.
Terminati gli studi classici e quelli universitari, dismessi quelli
musicali, è stato docente di chimica generale e inorganica nelle
scuole superiori. In questo periodo è stato assiduo collaboratore
di quotidiani e periodici vari (l'Unità, Self, etc.). Ha esercitato
la professione di chimico nella Chevron Oli Italiana, dove è
stato, per circa vent'anni, capo del Laboratorio Analisi. Si è
avvicinato alfa fotografia nel 1978 e dal 1978 è socio del Circolo
Fotografico Savonese. Dal 1984 si dedica alla elaborazione delle immagini
B/N. È stato ripetutamente premiato in concorsi nazionali ed
internazionali. Di lui hanno scritto riviste specializzate e i più
diffusi quotidiani. È stato invitato a manifestazioni fotografiche
di vasta risonanza. Sue opere - oltre che nella completa raccolta al
"Diaframma" - si trovano al Museo Bacin Dvor (YU), all'Accademia
Carrara di Bergamo, al Musée Municipale di St. Paul de Vence
(F), alla Fondazione Corrente di Milano, etc.. È stato consulente
e direttore artistico della Galleria Civica di Fotografia di Savona.
Dal 1989 è docente di Fotografia nella scuola media statale di
Savona. Per questa pluriennale attività didattica, nel 1994,
la FIAF gli ha conferito l’onorificenza di "Seminatore FIAF".
Nel 1995 è stato insignito del titolo di Excellence EFIAP dalla
FIAP. E socio attivo del Gruppo Rodolfo Namias per le "Antiche
Tecniche Fotografiche - Italia". Le sue opere fanno parte dell'archivio
fotografico della Galleria "II Diaframma - Kodak" di Milano
che ne cura la diffusione.
(La presentazione
di Carmelo Coco Dalle Molle Afiap nel libro “Viraggi 1985 –
1995”)
Queste
di Mario Stellatelli sono opere di una semplicità astrale, antitesi
descrittiva di una fotografìa in apparenza semplice, in realtà
architettata su complicate quanto perfette regole geometriche.
I soggetti sono "estratti" dalla banalità quotidiana,
certamente "poveri", ma intuiti e rappresentati in una geniale,
quasi metafìsica, concettualità spaziale con dolcissime
nuances cromatiche che riproducono per "assonanza" il reale
in una delicatissima, affascinante, continua astrazione. Infatti, funghi,
agli, sedani, pesci, mitili, vengono proposti "sospesi" in
un silenzioso quanto insolito nitore spaziale. Il colore, sfumatura
- suggerimento - talora tocco appena accennato - tal altra suggestione
- invenzione alchemica certo, viene colto dalla psiche quasi per caso
appena poco al di là della soglia subliminole. Il risultato è
importante, significante, intelligente, gradevolissimo anche se, come
tutto quello che è più inusuale, può essere gustato
pienamente solo dai palati più raffinati.
Appare evidente una costante, paziente ricerca tecnica ed espressiva.
La carta da stampa diventa banco di lavoro, crogiuolo, marmo, tela,
sotto le mani di Stellatelli che ne conosce mille possibilità
occulte, mille risposte, che intravede mille soluzioni a sua disposizione
e sa poi scegliere sempre la migliore, ritengo che questa ricerca provenga
da livelli inconsci per poi venir "tradotta" in un sintetico
codice poetico, spaziale, cosciente e poi, infine, trasferita sulla
carta da stampa. Non esiste infatti tecnica fotografica, per quanto
si voglia raffinata, che, priva di un'acuta direzionalità semantica,
possa produrre immagini d'Arte. Qui il risultato va ben oltre la "forma"
e lo stesso supporto cartaceo, invadendo il campo stupendo della poesia.
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