Centri
commerciali, edifici che avanzano, negozi fashion, ristoranti, ed ancora
pub, cinema, teatri ed il metrò. E’ Nuova Delhi una delle città progresso
della nascente India. L’obbiettivo di Francesco Granelli non è puntato
sulle strade di questa città per svelarne il gusto o lo stile, non è
questa la Delhi che ci vuole comunicare ma “l’altra città”, quella nascosta
dai riflettori e dalle grandiosità dello sviluppo. Rapito, come molti
occidentali, dal fascino delle terre d’india, il fotografo ci fornisce
una personale visione della old city; pur rimanendo colpito dalla fiumana
di persone che si snodano tra le vie del vecchio mercato, restituisce
un delicato ed intimissimo ritratto umano.
Non sono appunti di viaggio, ma visioni di una città in cui l’uomo si
fa filtro moderno attraverso cui il reale, il già costruito, penetra
per riflessi di luce, ricostruendo e trasformando l’insieme.
Questa è una visione che nasce dal gioco ambiguo tra l’esterno e l’interno,
l’impossibile da vedere e da cui è impossibile vedere, ma che lascia
spazio all’immaginazione.
La scelta di operare di notte permette al fotografo di isolare lo spazio
fisico permettendoci una visione altra. Come in una messinscena in L’Altra
Città la teatralità è del tutto esplicita, ogni cosa è in movimento,
niente è durevole, tutti si aggirano tra l'aria elettrica di un ambiente
caratterizzato da un ritmo di brevi spazi di tempo, frammentato così
come lo scopriamo in queste fotografie che ci permettono di percepire
il movimento tra contorni sfrangiati e scie luminose.
Ma Granelli va oltre, svuota la scena dal colore, restituendoci una
visione prevalentemente a tono caldo, tra gialli ocra e leggeri rossi.
Il suo è quasi un rifiuto dell’ordine compositivo, tutto si staglia
con la plasticità, la semplicità di un segnale luminoso, il reale è
registrato azzerando ogni possibilità di lettura formale cosicché i
segni possano parlare o meglio emergere liberamente e l’immagine consentire
quelle vibrazioni tra immaginario e reale.
La fotografia esprime la vita, testimonia il proprio tempo, il proprio
ambiente, la sofferenza e la serenità dell’umanità. Ma la sua ricchezza
è anche la sua libertà di esprimere in modo diverso! E’ così che raggiunge
una forma di autonomia, diventa oggetto, nuova realtà silenziosa.
Paola
Binante
Francesco
Granelli nasce a Montevarchi (Arezzo) il 26 dicembre 1943. Si avvicina
alla fotografia intorno agli anni settanta, spinto dal desiderio di
documentare i propri viaggi. Nel 1978 partecipa ad un seminario organizzato
dalla Kodak con il maestro Franco Fontana; dalla particolarità di questa
esperienza nasce una profonda passione che, nel tempo, dà vita ad una
personale ricerca fotografica. E’ il reportage e la fotografia di architettura,
che lo interessano.
Il suo intento è quello di rappresentare con le proprie immagini istanti
e sensazioni che scaturiscono dal contatto con ambienti e persone talora
distanti. Odori e colori di paesi lontani, ambienti, culture e umanità
costituiscono gli elementi di riferimento del proprio operare fotografico.
Come egli stesso afferma: parafrasando Proust, potremmo dire che il
“vero percorso di scoperta però, non consiste solo nel cercare nuove
terre, ma nell’avere nuovi occhi”.
Nel 2005 pubblica il libro fotografico “images from global village”.
Diverse le partecipazioni ad eventi fotografici, tra cui numerose mostre
personali e collettive in Italia ed all’estero.