IL FILO DI A ... di Aris Moscatelli

 

IL NUDO
di Aris Moscatelli

Perché il nudo? Perché è bello e mi piace, potrei rispondere, con il rischio di espormi a considerazioni che ho sempre cercato di evitare perché lontane dallo spirito con cui mi sono avvicinato ed ho cercato di interpretare il nudo che considero tuttora, dopo anni, una palestra impegnativa. Cercherò di spiegarmi per dare un senso anche alle immagini sulle quali spesso ci si sofferma solo perché propongono belle ragazze: è difficile farsi capire ed ancor più farsi credere. In un momento in cui il nudo è ostentato si pensa all’appagamento che deriva dalla fisicità e non al significato che il corpo può esprimere. Sottoponendo le foto al giudizio di pubblico e giurie si incontrano consensi ed apprezzamenti ma anche valutazioni critiche improntate ad un puritanesimo spesso non sincero ma di conformismo. E’ la riprova che il nudo coglie e colpisce l’osservatore con una forte emotività, ed è normale perché il corpo femminile racchiude in se valori estetici innegabili. Sono arrivato al nudo dopo un percorso fotografico di decenni, dopo aver fotografato di tutto, dopo gratificazioni e successi, quasi come coronamento di un lungo impegno e preparazione. L’approccio al nudo è impegnativo da concepire e realizzare: bisogna vincere le convenzioni e l’emozione che la figura provoca, ponendosi fuori dal sentire comune, cogliere gli aspetti qualificanti senza indulgere a volgarità o voyeurismo, dare espressività al corpo valorizzandone le forme e l’armonia, instaurare con il soggetto un rapporto di fiducia e trasparente. Se questo si realizza l’immagine non è più fine a se stessa, ostentazione anatomica, ma può diventare il mezzo per dare al corpo la libertà di mettere in luce i propri valori, di armonizzare la figura con il contesto esteriore. Forse è un po’ utopistico ma ho sempre cercato con la motivazione di superare le criticità: riuscire a dare forma e colore adeguati alla figura crea nella modella e nel fotografo una partecipazione e quasi complicità estremamente gratificanti e utili ai fini di un buon risultato. Il nudo significativo non si improvvisa ma va preparato con cura. Mi riferisco alle scelte preliminari: l’ambiente, la persona, l’idea di cosa si intende realizzare oltre la foto di una bella ragazza, la scelta del mezzo tecnico. Sono tutte variabili interdipendenti che è bene considerare prima. L’ambiente, a meno che non sia uno studio, è condizionato dalla privacy, dal tempo,dal clima, dalla luminosità, dalla idoneità rispetto all’idea e rappresenta la prima criticità. Non meno importante è la scelta del soggetto. La modella si deve sentire a suo agio, muoversi liberamente e dare espressività al corpo senza condizionamenti e senza timori. Certo agevola la professionalità e l’esperienza ma anche una modella inesperta, se correttamente guidata, può esprimersi con naturalezza e con stile. E’ importante instaurare un dialogo che chiarisca cosa si vuol realizzare, sdrammatizzare il momento e trasformarlo in un gioco creativo. Il mezzo tecnico può essere qualsiasi, analogico o digitale, dilettantistico o professionale, in grado di garantire riprese corrette anche in particolari condizione di luce o di illuminazione e con le dotazioni ottiche di base. Il digitale è forse preferibile per la maggiore versatilità nel ritocco, nelle correzioni e negli eventuali effetti particolari, ma posso documentare risultati di rilievo ottenuti con l’uso di normali pellicole e solo con accorgimenti di ripresa e di stampa.Infine ci vuole l’idea: cosa si intende realizzare, cosa ci si propone, che cosa si vuole esprimere. Come ho detto è una palestra impegnatva, ma se ne può uscire in buona forma se si è in grado di porsi correttamente di fronte all’esercizio, con piena gratificazione per modella e fotografo.

 

L’ESTETIZZANTE ED IL SENSUALE
a cura di Giorgio Rigon


Le elaborazioni che Aris Moscatelli esperimenta sul materiale fotografico tradizionale, rappresentano una simpatica sfida alle manipolazioni digitali, di cui tutti ci siamo troppo facilmente impadroniti. E’ un “controcorrente” che rende onore al nostro autore ed all’artigianato della camera oscura che egli gestisce con raffinato gusto estetico.L’autore per rendere omaggio alla grazia femminile, nel primo gruppo d’opere, s’ispira alla “danza delle spade” di Aram Khachaturian e ne interpreta il focoso ritmo, giocando sullo sdoppiamento della figura, creando, attraverso questo dualismo, eleganti soluzioni grafiche. Al fascino sublime della musica, si sostituisce, qui, una gestualità sensuale ed accattivante, le spade diventano un pretesto per esaltare la grazia della stupenda fanciulla.Nel secondo gruppo di immagini, l’autore inserisce la stessa modella in un ambiente più intimo, domestico. La fanciulla è avvolta dall’artificio dei cromatismi è da questi, è accarezzata in guisa di metafora di ben altre carezze.Il nitore del suo sguardo rende puro, limpido e sacrale il bel corpo. La fanciulla non è più offerta agli sguardi collettivi, come nella danza, ma rivolge il potere di seduzione all’indirizzo d’una sola persona. ha fatto una scelta, invita il fortunato destinatario dei propri pensieri ad avvicinarsi, a giacere con lei.Nelle diverse pose c’è un “prima”, fatto di tensione erotica, e c’è un “dopo”, intriso di torpido abbandono.

 

ARIS MOSCATELLI
(ESFIAP)

Aris Moscatelli è nato a Rijeka (HR) nel 1932 e risiede a S. Antonio di Susa (TO).
La “nascita” fotografica si può datare a quella della FIAF e da allora è stato un susseguirsi di esperienze ed iniziative.
Nel 1952 ha fondato uno dei primi club aderenti alla FIAF, l’Associazione Cine-Fotografica del Golfo di La Spezia, organizzando subito una mostra fotografica nazionale.
Ha collaborato, con testi e foto, a diverse pubblicazioni (Ferrania, Progresso Fotografico, Le vie d’Italia, Sapere) ed ha partecipato a numerosi concorsi, specie all’estero: tante accettazioni, diversi premi ed una onorificenza a Ceylon, oggi Sri Lanka.
Nel 1968 ha fondato il Gruppo Fotografico Toro Assicurazioni ed ha iniziato l’organizzazione dei Trofei Fotografici Internazionali (prima manifestazione itinerante in Italia) la cui rilevanza mondiale è culminata con il riconoscimento di manifestazione celebrativa del 25° anniversario FIAP.
L'autore per il lavoro svolto in campo internazionale è stato insignito dell'onorificenza di ESFIAP, successivamente è stato tra i soci fondatori del Senior Club FIAF .
Negli ultimi anni ha lasciato il tradizionale per il digitale tentando nuove forme di espressione come, ad esempio, nella ricerca sul nudo.
Continua ancora oggi a partecipare a concorsi e spesso riceve accettazioni e premi.
Di recente ha iniziato una nuova esperienza impegnandosi nella produzione di audiovisivi, ricercando e sviluppando nuove forme espressive, sia sotto il profilo del contenuto, sia sotto quello della rappresentazione grafica. Particolarmente motivante è risultata essere la ricerca del commento sonoro finalizzata a valorizzare le immagini, creando atmosfere e suggestioni.

 

 

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