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Presentazione di Roberto Zuccalà Bfi/Afi
Io non oso affermare che Giorgio Paparella sia il miglior fotoreportagista
del momento, non lo posso dire perché nella mia mente si accalcano
almeno una dozzina d’altri nomi di fotografi sicuramente eccelsi
in questo campo.
Quello che, però, si può sostenere è che Giorgio, giorno dopo giorno,
anno dopo anno, si è conquistato un suo posto, una sua posizione
di grande prestigio nel mare infinito della fotografia italiana.
Paparella è presente… è sempre presente, in ogni situazione, in
ogni evento che lui può raggiungere, ma oltre a questo, il fotografo
ligure, progetta viaggi… e per farlo si documenta su luoghi e popoli
lontani… su culture e religioni diverse, luoghi che poi visiterà
e farà propri attraverso la fotografia.
Il suo ultimo lavoro: “Tibet, il Tempo Sospeso”, proietta l’osservatore
in quell’atmosfera un po’ magica, un po’ irreale, che si vive nel
Tibet, in particolare durante le cerimonie religiose in tutto il
periodo del Monlam.
Le sue immagini, forti e dirette, danno la sensazione all’osservatore,
d’essere presente in quei luoghi, tra le persone che vivono e animano
la regione dell’Admo, territorio che affonda le proprie radici storiche
nelle montagne del Tibet, sua patria da sempre.
Con abilità e destrezza, Giorgio Paparella, si unisce alle persone
del posto, per fissare momenti importanti di quelle cerimonie che,
da anni, si svolgono nei fiabeschi monasteri Rekpong o di Labrang,
luoghi importanti, luoghi essenziali, per la cultura del popolo
tibetano.
Le foto di Paparella sono la testimonianza raffinata di profonde
esperienze spirituali che lì, su quelle montagne dell’Himalaya,
si percepiscono su ogni uomo, su ogni volto.
I ritratti attoniti o gioiosi dei tibetani fotografati, sono la
sintesi dei fremiti emotivi da lui vissuti in quel paese e le foto
sono lo specchio profondo e coinvolgente di quel popolo.
Giorgio Paparella, nato a Dego vive a Savona, ha
svolto la sua attività lavorativa nei laboratori di ricerca fotografica
di Ferrania, ove nascono le sue conoscenze di tutto quanto ruota
intorno alla fotografia dal lato tecnico.
Stampa da se sia il colore che il bianconero. Il suo è un pò il
cammino inverso a quello del tipico fotoamatore che, in genere,
scopre prima l’immagine, lo scatto, e successivamente intraprende
una sua ricerca personale per scoprire le caratteristiche dei materiali,
dello sviluppo e della stampa.
Nel 2006 è stato insignito dalla FIAF dell’onorificenza AFI (Artista
della Fotografia Italiana).
Iscritto alla Fiaf dall’inizio degli anni ottanta, partecipa a concorsi
e mostre collettive e personali in diverse città, alcuni titoli:
- Savona-la città e la memoria,
- Mozambico: Hanseniani un popolo nascosto
- G8: un altro mondo è possibile
- Appunti dal Mondo
- Perù: ultimo sogno inca
- Staglieno, dove i passi non fanno rumore
- Nepal, l’altra metà del cielo
- Tibet: il tempo sospeso
- Saharawi, sognando il mare
- Yanomami: quale futuro?
Collabora con A.I.F.O , associazione italiana amici di Raoul Follereau
ONG non governativa che opera in diverse parti del mondo con progetti
di lotta alla lebbra alle disabilità e sostegno all’infanzia.
Iscritto al circolo fotografico Saonensis d.l.f di Savona con la
carica di vice presidente.
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