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LA MAGIA, IL MISTERO E LE CONTRADDIZIONI
D’ORIENTE NELLE IMMAGINI DI ALBANO SGARBI
(Presentazione
di Franco Fontana al libro fotografico “Sguardo ad Oriente”
L’Oriente ha
sempre affascinato. Per la magia dei suoi paesaggi, dei suoi monumenti,
per la sua millenaria cultura, per le contraddizioni della sua vita,
delle sue genti, per i misteri che lo circondano e caratterizzano, per
la religiosità e per le religioni-filosofie seguite dalle sue popolazioni,
dalle diverse etnie.
Abbiamo conosciuto e amato l’Oriente già attraverso i racconti dei Fenici
e, soprattutto, di Erodoto e dei cronisti e storici delle imprese di
Alessandro Magno. Lo conosciamo e amiamo per i suoi passati che continuano
a vivere uno accanto all’altro, in perenne conflitto e in continuo divenire,
anche se l’Oriente sembra statico, immobile.
Come sottolinea Alberto Moravia, l’Oriente, l’India in particolare,
è “un paese dove tutto ciò che sembra reale non è reale e tutto ciò
che non sembra reale è reale”. Il mosaico di immagini, di paesaggi e
di opere dell’uomo, di volti, di occhi, della vita quotidiana delle
genti, ha conquistato anche l’amico fotografo Albano Sgarbi, che ha
dedicato una sua attenta e lunga ricerca al Nepal e all’India centrale.
Ricerca che ha dato come risultato oltre cento immagini a colori che
documentano e sublimano insieme luoghi, etnie, momenti di vita quotidiana,
usi e costumi, riti e religiosità di quei Paesi estremamente interessanti,
pieni di contraddizioni ma sempre magici per le loro tradizioni, per
la cultura. Immagini che concorrono a fare entrare nello spirito di
quelle civiltà, apparentemente lontane da noi e, soprattutto, circondate
dal massimo mistero.
Come sottolinea Folco Quilici, più si cerca di conoscere e capire quelle
civiltà, più ci si ritrova pieni di dubbi.
E’ impossibile raccontare e raggiungere una verità obiettivamente valida
su quei Paesi d’Oriente.
Come lo scrittore vero, anche il fotografo vero, di pura vocazione,
come Albano Sgarbi, prova un piacere quasi “fisico”. Un piacere dei
sensi come mangiare, dormire, passeggiare, baciare, cantare, giocare.
Un piacere della vista, soprattutto. E una voglia di emozioni estetiche
e di verità, di documentare e comunicare il mondo esterno attraverso
la propria cultura, la propria sensibilità, il proprio essere. Ed emozioni
forti, coinvolgenti suscitano le immagini di Albano Sgarbi dedicate
al Nepal e all’India centrale, così profuse della magia e del mistero
che caratterizzano e pervadono l’Oriente, così vicino e così lontano
da noi, dal nostro modo di pensare e godere la vita.
Il suo viaggio onirico-iniziatico in Oriente, all’interno del Nepal
e dell’India centrale, presenta luoghi, etnie, momenti di vita quotidiana,
usi e costumi, riti e religiosità.
Le bellissime fotografie dedicate alla Valle di Kathmandu, in Nepal,
e quelle dedicate alle misteriose e contraddittorie regioni di Delhi,
del Rajasthan, di Uttar Pradesh, Madhja Pradesh, di Calcutta, dello
West Bengala e dell’Orissa rappresentano altrettanti inni d’amore per
i Paesi magici che, da sempre, solleticano la nostra fantasia.
Le immagini di vita quotidiana con i pescatori, i restauratori di opere
d’arte, i mercanti di strada, ci ricordano la filosofia di vita del
libro sacro, le “Upanishad”: “grandi Re sono scomparsi, oceani si sono
prosciugati, la Stella Polare si è spostata dal suo sito, gli dei hanno
abbandonato le loro antiche dimore. In un tale perpetuo flusso a che
serve la soddisfazione dei desideri? Voglia tu liberarmene, tu che eri
nell’ombelico dell’immortalità, prima che nascessero gli dei”.
Con le fotografie che sublimano i monumenti d’arte, come il “Palazzo
dei venti” di Jaipur, il “Forte di Chittar” o il “Palazzo di Udaipur”
nel Rajasthan, le immagini di vita quotidiana documentano le civiltà
contraddittorie del Nepal e dell’India, con raffinatezza e crudeltà,
con ricchezze immense e infima miseria. Osservando, ammirando le fotografie
di Albano Sgarbi mi viene alla mente una citazione di Pier Paolo Pasolini
che dice “Benché l’India e il Nepal siano un inferno di miseria, è meraviglioso
viverci perché quelle popolazioni mancano di volgarità”. Sono caratterizzate
da miseria e nobiltà, da vita e morte. In tutte le suggestive immagini
di Albano Sgarbi esplodono la policromia dei mercati come dei templi
indù, si affermano la formicolante densità umana delle popolazioni e
la formicolante decorazione delle mura esterne delle costruzioni con
migliaia e migliaia di statue. Su tutto, in tutto si afferma il labirinto
orientale. Labirinto che è documentato in più immagini di Albano Sgarbi
che sottolineano le contraddizioni dell’India e del Nepal, che si possono
riassumere nell’analfabetismo diffuso, presente soprattutto nelle popolazioni
rurali che vivono raggruppate in villaggi.
Fa specchio a quell’analfabetismo diffuso, l’estrema raffinatezza e
preparazione degli scienziati e degli ingegneri, che hanno favorito
e favoriscono lo sviluppo economico, turistico e soprattutto tecnologico
di quei lontani Paesi. Così da annoverarli tra i Paesi che avranno il
massimo sviluppo al mondo.
Anche in questo, la realtà e le potenzialità del Nepal e, soprattutto,
dell’India richiamano alla mente antichi testi “Veda” di tremila anni
fa, che anticipano una delle massime conquiste-verità del nostro tempo:
“la materia è energia concentrata”.
A proposito di verità, Albano Sgarbi, nel cercare di capire, interpretare
e nel documentare quelle mitiche civiltà, ha tenuto conto anche di quanto
ha sostenuto il grande Gandhi, che dice” la verità e la non violenza
sono antiche come le montagne”.
Ha tenuto conto di un’altra verità: “per guardare basta un attimo, ma
per vedere serve tempo”. E Albano Sgarbi, per capire, amare e documentare
la magia e le contraddizioni del suo Oriente, ha fatto più viaggi di
studio e di ricerca in Nepal e nell’India centrale.
Il risultato è eccellente ed è documentato dalle numerose immagini,
non corrette, né modificate, né inventate al computer, che compongono
il bellissimo e suggestivo volume “Sguardo ad Oriente”, là dove sorge
il sole.
Franco Fontana
Breve Biografia
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Albano
Sgarbi, cittadino sammarinese, nasce a Modena nel 1941.
Dopo aver insegnato fotografia per alcuni anni, a partire dal
1982, avvia, quale fotogiornalista sportivo, una collaborazione
con il Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese e viene ufficialmente
accreditato a 5 olimpiadi ed a numerosi campionati mondiali ed
europei di varie discipline.
Fa parte dell'Association Internationale de la Presse Sportive
(AIPS), dell'Union Européenne Presse Sportive (UEPS) e dell'Associazione
Sammarinese Stampa Sportiva (ASSS) che ha presieduto dal 1988
al 1996.
E’ socio fondatore dell’Associazione Sammarinese Foto Amatori
(ASFA), che presiede dal 1986. Dal 1991 è membro del Direttivo
della Fédération Internationale de l'Art Photographique (FIAP).
Associazione, con sede a Parigi, che oggi conta circa 80 Paesi
affiliati da tutto il mondo e unica organizzazione fotografica
riconosciuta dall’UNESCO. |
| Per
i suoi meriti in campo fotografico la Fédération Internationale
de l'Art Photographique (FIAP) lo ha insignito delle onorificenze
EFIAP ed HonEFIAP. Dal 1992 al 1999 è stato direttore tecnico
del San Marino International Photomeeting, organizzato con la
direzione artistica di Franco Fontana. Dal 1997 è curatore del
Centro Museale per la Fotografia “San Marino Immagine”. Appassionato
"viaggiatore" alla scoperta di ambienti naturali, di
etnie e di civiltà del passato, amante dell'Africa e dei Paesi
Orientali ha pubblicato, come free lance, servizi ed immagini
sulle principali riviste di viaggio e di fotografia: Atlante,
Fotoit, Fotopratica, Fotopratica Immagini, France Photographie,
Gente di Fotografia, Helleniki Photographia, Il Fotoamatore, L’Architettura,
l’Ospite, Minolta Mirror, Motocross, Panorama Sport, Tutti Fotografi,
Volare, Volo Leggero e Weekend & Viaggi. Ha presentato mostre
personali in varie città d'Italia e a San Marino.
Ha esposto
in Andorra, Argentina, Australia, Austria, Belgio, Canada, Cina,
Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Yugoslavia,
Lettonia, Malta, Romania, Scozia, Singapore, Spagna, Svizzera
e Turchia. Con sue immagini sono state realizzate pubblicazioni,
calendari, poster e locandine, cartoline d’autore e cartoline
postali, francobolli, carte di credito e telefoniche e vari stampati
pubblicitari.
E' autore dei libri fotografici:
“Momenti di storia” (1981), “San Marino / Oltre l'immagine” (1996),
e “San Marino / Dentro i Castelli” (1997) editi dal Dicastero
Cultura della Repubblica di San Marino;
di “San Marino / Obiettivo sport” (1999) e “San Marino / I colori
del Medioevo” (2001) editi dalla Segreteria di Stato al Turismo,
Commercio e Sport,
e di “Sguardo ad Oriente” (2005) edito da Pazzini Editore.
E’autore, inoltre,della fotografia dei libri di Paola Masi:
“San Marino: Città fortificata” (2001), “San Marino: Ordinamento
e tradizione” (2004) e “San Marino: Vita e iconografia” (2005)
editi dalla Segreteria di Stato alla Pubblica Istruzione.
Albano Sgarbi vive e lavora a San Marino. |
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