STRADA FACENDO
AUTORI FIAF
FABIO FICHERA, GIOVANNI BUSI
STRADA FACENDO
Ancora una volta la Sicilia insegna… Valverde,
il Gruppo Le Gru, la Galleria Fiaf. L’insegnamento ci è dato dal fatto
che la Galleria si è aperta a due giovanissimi autori il cui itinerario
fotografico è appena iniziato e il cui avvenire è una strada aperta
nel mondo dell’immagine. Da sempre ci chiediamo, noi della Fiaf, come
poter avvicinare i giovani alla nostra fotografia, che consideriamo
evoluta e che diviene normalmente nostra compagna di viaggio, di vita
ed anche un modo estetico di vedere
E’ questa la risposta migliore: dare loro l’opportunità di una mostra
personale, vedere le loro opere nella combinazione dialettica di contatto
con un pubblico di visitatori e di intenditori.
Fabio Fichera e Giovanni Busi si presentano insieme, come a dire che,
insieme, percorrono quel pezzetto di strada che è sottinteso nel titolo
della mostra. Ognuno dei due ha un proprio bagaglio di esperienza, certamente
breve se misurato nel tempo, ma ben alimentato dall’ambiente nel quale
sono nati e cresciuti. L’insegnamento paterno, i circoli, la Fiaf e
la Fiap con tutte quelle componenti costituite da incontri, esposizioni,
corsi, seminari e il semplice ascoltare, mettere in pratica i consigli,
gli stimoli ascoltati e ricevuti ovunque.
I temi di Fabio vanno dallo still life al reportage, toccano la foto
di ambiente e il paesaggio rurale valorizzandone forme compositive e
cromatismi. Significative nella loro spontaneità le riprese al “mercato
cittadino” di Catania, dove la merce proposta in vendita e le mani che
operano hanno preminenza quali segni simbolici di uno scenario molto
ampio. Guardando le foto, sembra di sentire il brusio delle voci e il
grido modulato e sonoro del venditore. Fabio, certamente già innamorato
della sua Sicilia, ne ritrae il colore denso e solare e la vitalità
delle persone, anzi delle “figure ambientate”, in quanto molte sue immagini
rientrano nella voce “reportage”.
Giovanni è attratto, sulle orme paterne, dalla
fotografia naturalistica, quella ligia all’imperativo che l’animale
deve essere ripreso dal vivo e nel suo vero habitat, senza interferire
e senza forzare le situazioni. Il tema “paesaggio” è svolto anch’esso
nella ricerca dell’effetto naturale: terre, erosioni, nebbie, geometrie.
E questa visione delle geometrie si riscontra anche nel paesaggio urbano
moderno e nelle immagini “country” suggestive come in un film western
americano.
Dicevamo di insegnamento paterno, di Fiaf e Fiap, sicuramente una parte
delle immagini in mostra di Giovanni provengono dal viaggio in Cina,
Congresso Fiap e gite connesse in varie località e territori. C’è quindi
il Tibet con i monaci, il sorriso allegro dei bambini, l’oro dei templi;
c’è il gesto antico del lancio della rete nel fiume Li, a Guilin, del
quale ho anch’io uno stupendo ricordo. E anche nel caso di Giovanni,
come di Fabio, ci si accorge che il punto di vista della ripresa è leggermente
più in basso del normale perché… devono finir di crescere. E’ un punto
di vista in qualche modo nuovo, soprattutto nel ritratto di bambini.
Sono visti dall’altezza giusta, alla pari, e per questo ci sembrano
più freschi e più naturali. Che siano pastorelli siciliani o fanciulli
cinesi non è importante. lo è invece la loro espressione ridente, pensierosa,
pura. Noi grandi li riprendiamo dall’alto, Fabio e Giovanni ci dicono
che bisogna guardarli dallo loro stessa altezza per sentirli più vicini.
Ed ora, concludendo questo necessariamente
breve scritto, voglio ribadire il concetto di quanto sia stata valida
l’idea di agevolare la nascita e il programma di Gallerie Fiaf in tutta
Italia. Idea che ha avuto un iter di applicazione a volte difficile
e poco valorizzato.
La nuova Galleria Fiaf di Valverde, nella sua autonomia di gestione,
appare come un riferimento, in un’isola, la Sicilia, fotograficamente
felice per capacità di persone e bellezze naturali, storiche e contemporanee.
La Galleria si è, in questa occasione, aperta a due giovanissimi fotografi
per accogliere le loro recenti opere e soprattutto per “avviare” il
loro percorso espositivo futuro. Questa apertura, questa fiducia in
loro deve essere un esempio anche per altri casi.
Giorgio Tani Hon.EFIAP
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