DREAM TEAM
di Giuseppe Carucci di Taranto
2° Premio ex-equo
Il basket in carrozzina nasce in America dopo
la seconda guerra mondiale con l’intento di stimolare e far reagire
persone con differenti condizioni di disabilità. Questo basket è giocato
da seduti e l’autore sottolinea questa condizione scattando le immagini
tutte dalla stessa altezza. L’incontro di mani segna l’inizio della
partita, la narrazione procede veloce, una squadra incalza l’altra,
i giocatori scivolano veloci sul parquet spingendo la carrozzina,
le mani afferrano ruota e corrimano con perfetto equilibrio fra uomo,
mezzo e palla. Attento ai momenti di gioco Carucci manifesta le ansie
e le aspettative di una persona emotivamente coinvolta, ci mostra
il rammarico di un tiro mancato, un fallo trasformatosi in una caduta
rovinosa, ma soprattutto la forza e la costanza nel portare avanti
il gioco andando oltre i propri limiti fisici. Ogni scatto racchiude
in sé emozioni, volontà e difficoltà. La partita finisce decretando
vincitori e vinti ma i giocatori di entrambe le squadre hanno dato
il massimo. Ecco allora che per un disabile giocare una partita di
basket può voler dire abbattere le barriere, dimostrare prima a se
stessi e poi agli altri che è possibile farcela. Il passare la palla
diviene una grande conquista, un passo avanti verso l’autonomia personale
e l’integrazione sociale.
Daniela Sidari