LUDOINCONTRO
di Gianfranco Consiglio di Catania
2° Premio ex-aequo

Tutti
i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano).
(Antoine De Saint-Exupéry, Il piccolo principe, 2005)
Il
termine gioco deriva dal latino ludus. Una ludoteca è, quindi,
una struttura sociale e ricreativa attrezzata per il gioco dei bambini.
Giocando il bambino incomincia a conoscere le cose che lo circondano,
a relazionarsi con esse e con gli altri coetanei. Il gioco è
apprendimento, stimolo ed aggregazione.
Ludoincontro è un portfolio di nove immagini tutte scattate
in una ludoteca. Le foto si propongono come frammenti necessari
al racconto di piccole-grandi esperienze, stampate in un sobrio
bianco e nero, sono volutamente essenziali e prive di qualsiasi
orpello. La prima immagine mostra un bimbo di spalle che guarda
attraverso un ingresso in parte aperto; quasi il chiedere permesso
dell’autore ad entrare in quel mondo di gioco. Fotografare
un bambino può essere a volte difficile; l’autore ha
il merito di aver saputo comunicare fiducia e tranquillità,
solo così è riuscito a ritrarre i bambini naturali
e semplici nelle loro attività ludiche. Scatta le foto abbassandosi
alla loro altezza, la gran parte delle immagini sono dirette, i
bambini guardano in macchina senza però perdere in spontaneità;
i loro sguardi rivelano i sentimenti di quegli attimi, la curiosità
per un nuovo personaggio che si muove nei loro spazi, la voglia
di renderlo partecipe al loro giocare, impersonare, disegnare, inventare
nuovi mondi. Se nell’uomo vero si nasconde un bambino che
vuole giocare (Fr. Nietzsche), allora l’autore si libera dai
condizionamenti di un altrui giudizio e, da “intruso”,
diviene compagno di un nuovo giocare/fotografare insieme fianco
a fianco. Così facendo l’autore ha ritrovato un sé
stesso di cui forse più non si ricordava.
L’uomo è pienamente uomo solo quando gioca (Fr. Schiller).
Daniela
Sidari
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