CHICCHI E CHICCHERE
Sono tanti i modi per ideare un portfolio
fotografico. A volte nasce da un incipit suggerito da un avvenimento
e diventa reportage, altre volte da un particolare stato d’animo
dell’autore e si genera un’opera espressionista, oppure
inizia dal volere rappresentare un’idea e allora si risolve
in un lavoro concettuale. “Chicchi e chicchere” è
un portfolio che cerca di rappresentare il mito mediterraneo del caffè.
Un mito che pone il piccolo chicco tostato di caffè all’interno
di un contenitore ampio quanto lo può essere un costume popolare.
Mario Caramanna progetta la sua opera con la mentalità del
graphic design. Conduce la sua riflessione lontana dal rumore del
mondo portandola nel silenzio estatico del set fotografico. Davanti
all’obiettivo egli fa comparire solo quei simboli forti che
egli ritiene siano l’anima del suo soggetto. Se un mito è
un’idea irraggiungibile delle cose, ecco quindi che nelle fotografie
di “Chicchi e chicchere” tutti i simboli sono disponibili
e seducenti, ma solo allo sguardo. Caramanna mette in gioco, oltre
al caffè, la femminea forza erotica secondo la sensibilità
maschile e gli oggetti che richiamano il rito del consumo pubblico
della bevanda:le chicchere e relativo cucchiaino. Il portfolio è
sintesi di questa ritualità rappresentando la metamorfosi dei
simboli in gioco. Il chicco di caffè si trasforma in profumo
e gusto, il volto femminile si tramuta da palpitante fisicità,
prima in simulacro del femminile ed infine traccia di rossetto sulla
tazza, le chicchere da geometrie armoniose diventano il luogo intimo
per il tatto, il gusto e l’olfatto. Nell’ultimo dittico
tutti i simboli si incontrano per un breve sorso di caldo caffè,
di questo momento resta la seducente traccia vezzosa di rossetto sulla
tazzina, segno di una deliziosa consumazione.
Silvano Bicocchi