Premio Le Gru 2010 – Francesco Cito

PREMIO LE GRU 2010 a FRANCESCO CITO

Maestro della Fotografia Italiana

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Venerdì 4 giugno alle ore 18,00 è stato consegnato presso la sala Augustinus di Valverde (Piazza del Santuario) il prestigioso Premio Le Gru 2010 ad uno dei personaggi più importanti della fotografia italiana.0009_La consegna del Premio Le Gru 2010 a Francesco Cito
Francesco Cito, è nato a Napoli il 5 maggio 1949, vive a Milano.
Dopo aver frequentato le scuole superiori, decide di abbandonare gli studi e gira l’Europa.
Nel 1972 si ferma a Londra per dedicarsi alla fotografia, da sempre il suo obbiettivo, quando ancora bambino, leggeva Epoca, sognando un giorno di emulare Walter Bonatti.
Il suo intento nella capitale Britannica è di frequentare i corsi di fotografia presso il Royal Art College, ma deve  constatare purtroppo che la scuola era troppo cara per le sue possibliità. Per sopravvivere nella Londra dei favolosi anni 70, si adatta ai più svariati mestieri, dal lavapiatti in un ristorante in King’s Road, al facchino ai Magazzini Harrod’s in Knightsbridges, per poi lavorare al Ronnie Scott’s, tempio del jazz.
Dopo un anno di esperienza lavorativa per un settimanale di musica pop-rock, nel 1975 diventa fotografo-free-lance ed inizia a collaborare con il Sunday Times Magazine, che gli dedica la prima copertina con il reportage “La mattanza ” . Successivamente collabora con L’Observer Magazine.

Nel 1980, dopo l’invasione sovietica, è uno dei primi fotoreporter a raggiungere clandestinamente l’Afghanistan occupato, percorrendo a piedi oltre 1200 Km al seguito di vari gruppi di guerriglieri (Mujahiddin).
Tra la fine del 1982 e l’inizio dell 83, realizza a Napoli un reportage sulla camorra. Verrà pubblicato in tutto il mondo, dal settimanale Epoca al tedesco Stern, da Life a Die Zeit Magazine.
Nel 1978 per The Sunday Times Magazine aveva realizzato, sempre a Napoli, un reportage sul contrabbando di sigarette dallo interno dell’organizzazione contrabbandiera.
Nel 1983 è inviato sul fronte Libanese dal settimanale Epoca per un reportage sul conflitto in atto nella P.L.O.  (Organizzazione Liberazione Palestina) tra i pro siriani del leader Abu Mussa e Yasser Arafat e suoi sostenitori, ed è l’unico fotogiornalista a documentare la caduta di Beddawi (campo profughi), ultima roccaforte di Arafat in Libano. Seguirà gli eventi libanesi fino al 1989.
Nel 1984 inizia il suo lavoro sulla Palestina e sulle condizioni del popolo palestinese all’interno dei territori occupati della West Bank  (Cisgiordania)  e la Striscia di Gaza. Dall’ inizio della prima intifada 1987-88, al 1994, resta ferito tre volte durante gli scontri, due volte dai soldati israeliani ed una dai rivoltosi palestinesi (Shebbab) durante un reportage sui settlers  – i coloni ebrei oltranzisti – per il settimanale tedesco Stern.
Nell’aprile 2002, è tra i pochi ad entrare nel campo profughi di Jenin, sotto coprifuoco durante l’assedio israeliano, come anche a Betlehem.
Nel 1989 è inviato dal Venerdi di Repubblica di nuovo in Afghanistan e ancora clandestinamente, per raccontare la ritirata sovietica e la possibile presa di Kabul da parte della resistenza (Mujahiddin) la quale avverrà solo nel 94.Tornerà in zona di nuovo nel 1998 inviato da Panorama Magazine.
Nel 1990, ancora per il Venerdi di Repubblica è tra i primi fotoreporter in Arabia Saudita durante lo sbarco dei Marines USA dopo l’invasione dell’Irak in Kuwait. Primo conflitto Guerra del Golfo e ci resterà fino alla liberazione nel marzo 91.
A più riprese è presente nell’area Balcanica dalla Bosnia al Kossovo durante i vari conflitti interetnici e in quelli Albanesi.
In Italia segue i fatti di mafia e di camorra in particolare, come anche il palio di Siena e aspetti sociali vari. Negli ultimi tempi, l’obiettivo è puntato sulla Sardegna fuori dagli itinerari turistici.

1995 il World Press Photo gli conferisce il terzo premio Day in the Life per il “Neapolitan Wedding story ”
1996 il World Press Photo gli conferisce il primo premio per il Palio di Siena.
1997 l’Istituto Abruzzese per la storia d’Italia contemporanea, gli conferisce il premio  “Città di Atri” per  l’impegno del suo lavoro sulla Palestina.
2001 il Leica Oskar Barnak Award lo segnala con una Menzione d’Onore per il reportage “Sardegna”
2004 riceve il premio Città di Trieste per il Reportage. I° edizione
2005 riceve il premio: La fibula d’oro, a Castelnuovo Garfagnana (LU)
2005 riceve il premio ” Werner Bischof ” Il flauto d’argento ad Avellino
2006, l’associazioni FIAF lo insigna del titolo “Maestro della fotografia italiana.
2006  vince il premio Bariphotocamera
2009  vince il premio San Pietroburgo (Russia)
2009  insignito del premio Antonio Russo per il reportage di guerra (Francavilla-Pescara)

Ha collaborato e pubblicato sulle maggiori riviste nazionali e straniere:

Epoca, l’Europeo, Illustrazione Italiana, Oggi, Gente, Panorama, L’Espresso, Il  Venerdì di Repubblica, Sette-Corriere della Sera, D donna, io Donna, Stern, Frankfurten Allegmain Mag, Die Zeit magazine, Sunday Times magazine The Obrsever magazine, The Indipendent magazine, Paris Match, Figaro magazine, Life.

Francesco Cito è un fotografo free-lance e non è mai stato dipendente di Agenzie o gruppi editoriali.

La consegna del premio

Le sue opere