G. F. LE GRU 1995-2010 “Il volto e il corpo: frammenti di donna”

MOSTRA FOTOGRAFICA

Recensione  di Giorgio Tani – Presidente On. FIAF

E’ ormai una consuetudine che ogni cinque anni il Gruppo Fotografico Le Gru realizzi una monografia che  fa il punto sul suo momento attuale e sull’attività del passato recente.
Quindici anni sono sinonimo di un’età giovane, eppure il Gruppo non solo li ha vissuti con piena vitalità, ma è anche riuscito a trasmettere al di fuori del proprio territorio, e soprattutto nella FIAF, un entusiasmo organizzativo che è di esempio  per le forze che animano il nostro mondo della fotografia.
Scrivere queste due righe di saluto e di augurio mi porta a riflettere  sull’essenza dell’associazionismo fotografico. Nasce dalla necessità di condividere esperienze personali essendo guidati sempre da due grandi tematiche: la bellezza e la realtà. Nei nostri circoli queste direzioni riescono a confluire in un unico modo di considerare la fotografia quale amalgama di aspirazioni diverse ma condivise.
Sono stato invitato a Valverde moltissime volte durante gli anni della mia presidenza e successivamente. In quelle occasioni ho visto fotografie creative, invenzioni cromatiche, l’Etna nella sua piena natura e nella sua imponente presenza, concorsi stupendi come “Essere è amare”, congressi nazionali e regionali, circuiti e mostre personali, la prima delle quali fu sul tema fiori. L’autore, Lorenzo Sapia, era un prete poeta e fotografo.
Il Gruppo Le Gru, lo credo con convinzione, si comporta come una comunità dove alla fotografia che è il legame assoluto, si aggiungono altri valori etici e pratici che ancora di più tengono stretti i contatti interni ed esterni: collaborazione, considerazione, amicizia, alle quali si aggiungono i richiami e le cronache della Galleria FIAF e del Notiziario.
Lo spirito dello Statuto FIAF aleggia come una atmosfera e  “incrementare e diffondere la fotografia in tutte le sue forme” è come un modo spontaneo di essere e di agire.
Ci sarebbero ancora  tante altre cose da dire e ricordare. Io credo però che in questa pagina debba essere rimarcata la dedizione fotografica di ogni componente il Gruppo e il sentimento di comunione di idee e di reciproca collaborazione che rende l’insieme dei soci uno staff monolitico ma aperto, anzi “singolarmente” apertissimo, ad ogni nuovo indirizzo espressivo della fotografia.
Questo libro nel presentare le loro fotografie a tema  ci offre una immagine completa di come nel Gruppo Le Gru la fotografia viene vissuta. I giovani e le loro tensioni trovano spazi ricettivi, i soci più collaudati esprimono la ricerca estetica nel realismo, nella fantasia creativa, nella visione concettuale e nella tradizione, che qui, alle pendici dell’Etna, è davvero radicata nella storia della civiltà.
Sono trascorsi da quell’ottobre del ’94, quindici anni che hanno segnato il passaggio dalla fotografia analogica a quella digitale. Le possibilità espressive si sono moltiplicate. Il Gruppo Le Gru ha saputo coglierle e farle proprie: qui la fotografia è all’altezza dei tempi.
Auguro che i prossimi cinque anni siano il proseguo dei precedenti. Non saprei davvero cosa consigliare di più se non un semplice “continuate così perchè è bello che nella FIAF ci sia un sodalizio come il vostro”